Lo realizzo all'improvviso. Che è tutto iniziato aspettando un treno alla Stazione Centrale ed è finita da solo nella mia auto, parcheggiato a Firenze nello stesso posto esatto dove ero parcheggiato cinque anni fa quando lei andò via per sempre. Un posto dove due settimane fa mi sono fermato apposta, per un attimo, prima di rientrare in autostrada. Mi ero fermato lì qualche minuto per chiudere definitivamente un cerchio, guardare i fantasmi rimasti davanti a quel portone e lasciarli liberi di andare via. Ne avevo bisogno ed era il momento giusto per farlo. Non potevo immaginare che in quello stesso momento se ne stava contemporaneamente chiudendo un altro. In mezzo a mille altre coincidenze, questa è quella che ora più mi annienta, perché è impossibile che sia casuale. E io scrivo, come sempre. È l'unica cosa che mi resta da fare ogni volta.
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