Domani inizio un nuovo lavoro, dopo quasi dieci mesi di disoccupazione assoluta. È stato il periodo più lungo che abbia mai dovuto affrontare da quando vent'anni fa, mio malgrado - o per mia fortuna -, fui costretto a lasciare "il posto fisso" per tornare definitivamente a fare il libero professionista: una scelta che avevo già fatto quindici anni prima per quasi un lustro, salvo poi cedere alle pressioni del mondo là fuori e lasciare la mia condizione di precario per farmi inghiottire dall'odiato universo delle aziende, che già schifavo prima ancora di averci mai messo un piede dentro. Come ho spesso scritto recentemente, per quanto ufficialmente sia a casa da luglio dello scorso anno, la verità è che non ho più lavorato davvero dal 2023, e se parliamo di lavoro su base continuativa, almeno formalmente da un punto di vista contrattuale, sono ormai due anni da che non ho più avuto a che fare con un impegno che richiedesse una qualche forma di routine quotidiana, tipo ...
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Un anno fa, oggi, tu e io ci incrociavamo per caso per la prima volta. Avrei potuto passare oltre, come mille altre volte. Invece t i vidi, lessi quello che avevi scritto e fu un attimo. Ti scrissi un messaggio. Diceva "[lo stipendio a fine mese] vince tutto". Potevi non rispondere, come accade mille altre volte. Invece rispondesti, subito: "Il pesto con l'aglio, assolutamente. Ah, dimenticavo: ho delle gambe strepitose." Eravamo noi. Non era stato un caso, era stato il destino. Una settimana dopo, un sabato mattina di inizio primavera, la nostra colazione al parco. Mi avevi travolto fin dal primo istante, ma fu in quel momento che capii che non avrei mai più incontrato nessun'altra come te. La vita, all'alba dei sessant'anni, mi aveva portato te, e venni preso dal panico. Quella colazione non andò come avevamo entrambi sperato. Ricordo come fosse oggi il senso di sconfitta, l'amarezza, il vuoto, nel parcheggio del parco, in macchina da solo, a...