Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2022
Immagine
Sale progressivamente da mesi, ma dal giorno in cui mi hanno trovato il NET, esattamente da quel giorno, è definitivamente partito. È quello scalino nel grafico a sinistra. Così, di colpo. A partire da novembre dello scorso anno gli episodi di fibrillazione avevano già iniziato a intensificarsi, due o tre giorni in media ogni due settimane, e a gennaio accadevano ormai con frequenza settimanale, ma dal 14 marzo l'aritmia si è cronicizzata e non è più rientrata. Praticamente passo le giornate (e le nottate) coi battiti spesso sopra gli ottanta, persino mentre dormo. In condizioni normali non arrivavo a cinquanta e di notte scendevo spesso sotto i quaranta. Ho provato ad andare a camminare un'oretta per un paio di giorni, dislivello zero, tranquillo in giro per il parco: battiti fino a centosettanta e affanno. Non li avevo nemmeno quando correvo la maratona.  Sono sempre spossato, stanco, col fiato corto. Se salgo un piano di scale mi ci...
Ho prenotato un micro viaggio oltre confine di qualche giorno, con tanto di attrezzatura fotografica al gran completo al seguito. Dopo 866 giorni vado a riprendermi la mia vita. Vado coi ragazzi a chiudere un conto rimasto aperto due anni fa. Un banale e piccolissimo passo, ma in questo momento mi sembra gigantesco. Il prossimo è tornare in aria.
Me lo ha chiesto la dottoressa a un certo punto, dopo un'ora di visita, di spiegazioni, finalmente, di chiarimenti e approfondimenti, di tutto quello di cui avevo bisogno, compresi un sorriso e un approccio il più possibile sereni e tranquillizzanti. L'ultima parola spetta a lei, mi ha detto, se la sente di tenerselo dentro o preferisce intervenire? Devo chiederglielo, mi dice, perché c'è gente che preferisce che interveniamo e rimuoviamo tutto. Le ho risposto, ridendo un po' nervosamente, mi sta chiedendo se preferisco andare in giro con un tumore o senza un pezzo di pancreas? Che vuole che le risponda? Io faccio quel che mi dite di fare, non ci penso minimamente a prendere una decisione del genere di mia iniziativa. Mi sorride di nuovo e mi dice, è la risposta che mi aspettavo, lei non è di quelli che si curano googlando, vero? No, io sono di quelli che fanno quello che i medici gli dicono di fare, io mi occupo di aziende e di astrofotografia, al massimo. Non mi apron...
Immagine
Vent'anni fa, il 3 maggio del 2002, più o meno alle otto di sera,  alla Stazione Centrale di Milano,  salivo su un treno che, allora credevo fortemente, avrebbe cambiato il mio futuro una volta per tutte, e partivo per quella che sarebbe stata a tutti gli effetti la più grande avventura della mia vita. Vent'anni fa avevo trentasette anni, un contratto da dirigente a tempo indeterminato in una grande multinazionale, una casa in centro a Milano, una macchina aziendale, una pensione integrativa e un'ottima assicurazione sanitaria. La rappresentazione perfetta di tutto ciò che odiavo e mai avrei voluto essere. Persino i trentasette anni erano fin troppi, mi sembrava di essere già in ritardo sulla mia vita, o perlomeno sulla vita che avrei voluto e che, per tutte quelle cose che col senno di poi e gli anni che si accumulano inesorabili nelle pieghe della pelle diventano sempre fin troppo ovvie e chiare, mi ero fino a quel momento lasciato scivolare via fra le mani gi...