Dei miei quarant'anni in giro per il mondo ho scritto molto e pubblicato molto poco, soprattutto di quelle che nel loro piccolo sono state vere avventure, pensate, organizzate e realizzate in totale autonomia come di mia abitudine, in qualche caso completamente da solo, quando alcune di quelle destinazioni erano pressoché del tutto al di fuori di qualunque rotta turistica di massa e logisticamente assai complicate da raggiungere e/o attraversare. In soffitta conservo il breve diario cartaceo, scritto su un'agendina tascabile, della piccola spedizione alle Svalbard del 1987, all'epoca una destinazione estremamente remota, ostile e ben poco accessibile, che richiedeva permessi governativi, ampia autonomia e molto spirito di avventura; il racconto battuto a macchina del lungo viaggio in Patagonia del 1990, altra regione a quel tempo assai sperduta, che fu la mia prima esperienza intercontinentale, da solo e durante l'inverno australe, la stagione più complicata per quei lu...
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Accade ancora naturalmente, all'improvviso, magari in mezzo alla giornata, così a caso, che mi chiedo chissà dove sei, che fai. Be', in realtà la risposta a entrambe è facile e piuttosto scontata. È più che altro così, per dire che capita. C'è anche che è successo di nuovo, per l'ennesima volta, e dunque sono daccapo in una di quelle situazioni che tu hai conosciuto bene e dalle quali, nonostante tutto, non sei mai riuscita a tirarmi fuori per quanto a tuo tempo ti sia sbattuta per farlo, ché alla fine mi sono sempre dovuto tirare fuori dai guai da solo, il che per certi versi è la perfetta metafora di molte cose passate fra noi. Comunque, abbastanza inevitabilmente, mi vieni in mente tu, anche perché sei l'unica con cui abbia mai davvero potuto confrontarmi in queste situazioni, parlarne parlando la stessa lingua e sapendo di essere perfettamente capito, che comunque non è mai servito a niente, se non in qualche modo ad avere perlomeno un muro dove andare a sbatter...