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E niente, questa volta ci avevo visto giusto. Il referto parla chiaro. Sono ricomparse aritmie e tachicardia. Lo stress sul lavoro di questi ultimi mesi sta nuovamente mandando in malora la salute, vanificando l'intervento al cuore di quattro anni fa. Mi ero ripromesso allora che non mi sarei più fatto coinvolgere dal lavoro e non avrei più accettato incarichi come quelli di questi ultimi mesi, che mi fanno schifo e mi esauriscono mentalmente, ma il problema è che non ho alternative e peraltro, come si è visto, se provo a ignorare solo un minimo la pressione e prendere le cose con più distacco, coi miei tempi, mi ritrovo immediatamente col culo per terra.  Due anni di disoccupazione mi hanno messo pressoché sul lastrico e la pensione è ancora lontana. Sono intrappolato. Non sono più in grado di gestire alcuna minima forma di stress, se devo affrontare una riunione solo un filo più complicata, dove per qualunque ragione sono al centro dell'attenzione o chiamato a rispondere di q...
Otto anni questa mattina. Ha ripreso a non funzionare bene, sai? Lo sento, soprattutto di notte. Dormo pochissimo e male, mi sveglio e lo ascolto. L'ansia sale, mi prende da dentro, scava, mi tormenta. L'altra sera sono uscito tardi da una riunione difficilissima con le pulsazioni quasi a cento e in piena crisi, ho dovuto prendere un ansiolitico per calmarmi. La media a riposo è risalita di dieci battiti in tre settimane, dopo tre mesi di discesa continua e ritrovata serenità. Sta andando di nuovo tutto a puttane e io non so dove sbattere la testa. Mi è venuto da piangere. Non avevo mai pianto in vita mia per una questione di lavoro. Lo odio, lo sai. Lo odio ogni giorno di più, mi sta consumando sempre più rapidamente, ormai è una questione seria di salute e non so come fare. Non riesco a vedere una via di uscita. Non ce la faccio più, non posso più sostenerlo, mi sento sempre più in colpa perché mi pagano, tanto, per una condizione privilegiata che non merito, che non mi appa...
Per qualche giorno ho fatto finta di nulla, ma ormai è da un paio di settimane. Ieri mattina sono andato a controllare il grafico e sì, non mi sbagliavo. Le frequenze a riposo sono in netta risalita, ancora dentro limiti considerati del tutto normali nella maggior parte dei casi, ma non per me, che ben conosco i miei battiti. Non reggo più allo stress montante, neppure a piccole dosi e per quanto (non) faccia per tenermene alla larga. Me ne accorgo soprattutto di notte, mi sveglio all'improvviso e sento il peso sul petto, ancora lieve, ma inconfondibile. Mi prende il panico e faccio fatica a dominarlo. Mi sento schiacciato, in gabbia, oppresso, senza via di fuga, col mio tempo che mi viene rubato e che ho assolutamente bisogno di riprendermi. Non sono più in grado di far fronte all'aggressività, alla prevaricazione, alle provocazioni, e devo affrontarne ogni giorno di più. Sono in una situazione del tutto analoga a quella del 2016, quando si manifestarono le pri...
Sono passati ormai diciotto giorni da quando ho fatto l'intervento al cuore e la ripresa sembra molto buona. Questo pomeriggio, probabilmente, andrò per la prima volta dopo molti mesi a muovere un po' le gambe con qualcosa in più di una semplice camminata, magari provando ad alternare serie di brevi corsette da un minuto, per vedere un po' come va. Da qualche parte devo ripartire, riparto da qui. Da giorni ormai il battito cardiaco è pressoché regolare e in discesa costante, con una media a riposo che finalmente è di nuovo prossima ai miei valori di un anno fa, attorno ai 50 bpm, con punte a scendere fino a 42. Non ricordavo nemmeno più quale fosse la sensazione di muoversi, fare le scale, camminare e anche solo respirare senza più affanno. È una vera e propria rinascita. Non è stata una passeggiata come, per mesi, medici e conoscenti che già avevano fatto questo intervento mi avevano preannunciato, affatto. A parte la paura e i quarantacinque minuti di preparazione da sveg...
Dunque, riepilogando: il 28 luglio ho la PET, dal cui esito dipenderà il mio futuro prossimo e le decisioni dei medici rispetto al tumore al pancreas. Il 3 agosto ho l'intervento al cuore. Per l'intervento, oltre a depilarmi pressoché integralmente, dovrò tagliarmi la barba. Per quanto possa sembrare assurdo, ci sono rimasto malissimo. È come se, oltre a tutto il resto, si portassero via un altro pezzo di me, di quel che sono. Io sono come mi vedo allo specchio e la mia immagine allo specchio, quello che sono io, ha la barba. Mi è quasi venuto da piangere. Nel frattempo, stasera mi sparo la quindicesima iniezione. Ho la pancia ricoperta di lividi. Respiro, un po' a fatica per via del cuore, con calma. Un passo alla volta. La mia barba ricrescerà. Anche lei.
E dunque oggi visita al Monzino, e dunque stasera prima iniezione in pancia di anticoagulante. Adesso ogni dodici ore. Domani mattina dovrebbero mandarmi la terapia preparatoria all'operazione. Sono in ballo. Resta solo da definire la data esatta del ballo, ma son tutti d'accordo che è bene sia presto, molto presto. Sarà presto.
Il luminare da quattrocentodue euro - due euro di bollo - mi ha visitato dieci minuti con uno stetoscopio, dopo avermi fatto fare gli esami preliminari dai suoi insopportabili, giovani e supponenti assistenti. Ha detto solo che sono messo male, ha confermato che devono aprirmi e che prima lo fanno meglio è, e mi ha spedito dalla sua segretaria in microgonna inguinale e mutande in vista (sic) per farmi fare il preventivo. La tizia, gelida come una calcolatrice tascabile, si è premurata di ricordarmi che tutta l'equipe non è convenzionata con nulla e che mi faranno avere il preventivo entro lunedì, dopodiché possono intervenire anche nel giro di una settimana, appena pago. Così. Il luminare da quattrocentodue euro dice che ho il cuore ormai troppo affaticato, che un ventricolo va al 45 per cento e l'altro è grande il triplo di quel che dovrebbe essere, e che devo passare immediatamente alla terapia con gli anticoagulanti, che è esattamente quel che avevo scampato fino a oggi e ch...