È notte fonda, passa Woman in chains e torno a quella notte da solo a Buenos Aires, trentadue anni fa, nel grande appartamento che mi aveva lasciato Pol, con le finestre affacciate sulle luci dei grattacieli di Baires e sulla mia ultima notte in Sudamerica, al termine della lunga cavalcata solitaria nelle terre del sud del mondo, la Patagonia in inverno, il Cerro Torre, la tempesta alle Torres del Paine, la Terra del fuoco, Capo Horn, le onde e il cielo basso e plumbeo dello Stretto di Magellano, l'infinito sperduto di Rio Gallegos, la pizza di El Calafate, l'apparecchio a bassa frequenza che mi collegava col mondo dal campo base del Fitz Roy. Il giorno dopo mi attendeva il volo per Rio de Janeiro, dove sarei tornato a distanza di settimane, completamente diverso da come ci ero arrivato un pomeriggio di fine luglio. Quanto piansi quella notte a Baires. Che strappo infinito al cuore quel rientro. Chissà cosa sarebbe oggi di me se quei giorni avessi trovato il coraggio. Quel cor...
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Visualizzazione dei post da novembre, 2022
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Otto anni questa mattina. Ha ripreso a non funzionare bene, sai? Lo sento, soprattutto di notte. Dormo pochissimo e male, mi sveglio e lo ascolto. L'ansia sale, mi prende da dentro, scava, mi tormenta. L'altra sera sono uscito tardi da una riunione difficilissima con le pulsazioni quasi a cento e in piena crisi, ho dovuto prendere un ansiolitico per calmarmi. La media a riposo è risalita di dieci battiti in tre settimane, dopo tre mesi di discesa continua e ritrovata serenità. Sta andando di nuovo tutto a puttane e io non so dove sbattere la testa. Mi è venuto da piangere. Non avevo mai pianto in vita mia per una questione di lavoro. Lo odio, lo sai. Lo odio ogni giorno di più, mi sta consumando sempre più rapidamente, ormai è una questione seria di salute e non so come fare. Non riesco a vedere una via di uscita. Non ce la faccio più, non posso più sostenerlo, mi sento sempre più in colpa perché mi pagano, tanto, per una condizione privilegiata che non merito, che non mi appa...
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Per qualche giorno ho fatto finta di nulla, ma ormai è da un paio di settimane. Ieri mattina sono andato a controllare il grafico e sì, non mi sbagliavo. Le frequenze a riposo sono in netta risalita, ancora dentro limiti considerati del tutto normali nella maggior parte dei casi, ma non per me, che ben conosco i miei battiti. Non reggo più allo stress montante, neppure a piccole dosi e per quanto (non) faccia per tenermene alla larga. Me ne accorgo soprattutto di notte, mi sveglio all'improvviso e sento il peso sul petto, ancora lieve, ma inconfondibile. Mi prende il panico e faccio fatica a dominarlo. Mi sento schiacciato, in gabbia, oppresso, senza via di fuga, col mio tempo che mi viene rubato e che ho assolutamente bisogno di riprendermi. Non sono più in grado di far fronte all'aggressività, alla prevaricazione, alle provocazioni, e devo affrontarne ogni giorno di più. Sono in una situazione del tutto analoga a quella del 2016, quando si manifestarono le pri...