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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023
Così sono cinquantotto. È un sabato, sono a casa da solo, ho un po' di influenza, non ho nemmeno una bottiglia di spumante, né una torta. In effetti una torta potrei anche farmela, ma non ne ho voglia e per la verità non ho nemmeno uova, a pensarci. Forse potrei fare una torta senza uova. Anzi, sai che c'è, forse me la faccio, tanto ormai la dieta è saltata da prima di Natale, e dunque. Mi faccio una torta all'acqua e cioccolato, che è pure leggera. Così sono cinquantotto, l'età a cui è morto Vialli, per dire, che del resto si portava un coso nel pancreas, sebbene non come quello che mi porto io, per fortuna, ma tant'è son qui che aspetto il prossimo controllo, non è che uno non ci pensa. Poi Vialli aveva un po' a che fare con me da ragazzo, è stato in qualche modo parte di una mia esistenza di quarant'anni fa tracciata su alcuni diari di carta che non mi decido mai a buttar via, e dovrei farlo, e prima o poi lo farò, e sta di fatto che a scriver "quara...
Poi, appena torno in quota nell'aria sottile, mi riconcilio immediatamente con il mio ambiente naturale. Alla fine la neve e il cielo blu cobalto mi appartengono, da sempre. Il cuore funziona, le gambe non mi han tradito nemmeno questa volta, anzi. Date le premesse, c'è di che essere felice. Solo, mi accorgo che la confidenza non c'è più, scomparsa. Guardo indietro a ciò che più mi era familiare nella mia esistenza e mi intristisco nel rendermi conto che la testa non mi segue più su quel terreno e quei percorsi.  Mi era già successo nel 2009, quando scendevo dal Morteratsch lasciandomi alle spalle la cima del Bernina per la terza volta consecutiva, consapevole che sarebbe stata l'ultima discesa, per quanto rifiutassi l'idea, nonostante i Lyskamm in agenda la settimana successiva. Come un dialogo interrotto. Come un divorzio dopo una vita insieme. Mi riaccade oggi con la neve, sono a mio agio come da sempre e in qualche modo non lo sono del tutto. Osservo il canale c...