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Così, se dovesse essere, non ho la minima idea di come faremo, se non che sarà un casino tale che tutto quel che ho già visto e vissuto nell'ultima metà della mia vita, al confronto, sarà stato uno scherzo. Quel che è certo è il pattern. Impossibile ignorarlo. Impossibile non tornare indietro e non vedere i fantasmi. Impossibile non affrontarli. Quel che non è dato sapere è cosa scriverò domani sera. Se scriverò. Quel che è dato sapere è che sarò al binario. Sono quasi certo che anche l'ora sia la stessa. Sicuramente lo è il giorno. I pattern.
Ho fatto il primo passo per un progetto folle - o perlomeno, uno dei più difficili dai tempi dell'overland in Asia e della spedizione alle Svalbard di quasi quarant'anni fa. È probabilmente impossibile da realizzare, ma se non inizio da qualche parte, non lo farò mai di sicuro. Fra otto mesi sono sessanta e se voglio organizzarmi per tempo devo pensarci ora. Vediamo cosa mi rispondono da laggiù.
Avevo scritto una cosa lunga lunga. Ma la verità è che ci sono cose che vanno proprio cancellate subito, all'istante. Estirpate.  Non può far così male, su. Non può.
Così sto. Piove su tutto, ininterrottamente, ormai da due giorni, e io sto qui sotto la pioggia, a fissare il cellulare per ore, senza riuscire a smettere di chiedermi cosa sia successo, perché, come. Piove su tutto e lava via ogni cosa, e fa freddo, così freddo che ho riacceso il riscaldamento, perché il freddo mi stava entrando nelle ossa e avevo bisogno di almeno un po' di caldo in soccorso. Piove su tutto e stasera, per la prima volta da quattro anni, perderò anche la luna piena, il che è la perfetta sintesi di questo tutto, chiamata nel momento perfetto previsto dal copione, ché non poteva che essere questa la prima luna che avrei mancato. Ho una stanchezza dentro così infinita, questi giorni, che mi addormento in continuazione, nonostante le pillole per dormire anche di notte. È una stanchezza pesante, mentale, di esaurimento profondo, che dovrei davvero iniziare ad affrontare in modo serio. Partendo dalla fine, da questa pioggia che da due giorni mi sta sommergendo e sommerg...
Quelle attese così inutili, infinite, che durano giorni e giorni, a volte settimane e settimane, finché non si esauriscono da sole un po' alla volta, per esaurimento naturale del combustibile, che lasciano dietro di sé solo un'infinita amarezza e cose non dette, che se non sono state dette è semplicemente perché non c'è nulla, ma proprio nulla, da dire. Nulla.
È stata la giornata più bella da molti anni in qua. Così tanti che non saprei nemmeno contarli. Così perfetta in ogni singolo istante e dettaglio da sembrare di essere stata dipinta apposta, una magia. Si è incredibilmente - e sorprendentemente, sì, così sorprendentemente da lasciarmi di sale - conclusa nella giornata più brutta triste e dolorosa da perlomeno cinque anni in qua. E a questo punto, francamente, non c'è più nulla da dire. Non posso nemmeno dire di essermela cercata.
Ma tu e io, Universo, che dobbiamo dirci? C'è per caso qualcosa che stai cercando di comunicarmi con una certa insistenza da un paio di settimane? Perché, detto fra noi, non ci sto a capire più un cazzo.