Sale progressivamente da mesi, ma dal giorno in cui mi hanno trovato il NET, esattamente da quel giorno, è definitivamente partito. È quello scalino nel grafico a sinistra. Così, di colpo.
A partire da novembre dello scorso anno gli episodi di fibrillazione avevano già iniziato a intensificarsi, due o tre giorni in media ogni due settimane, e a gennaio accadevano ormai con frequenza settimanale, ma dal 14 marzo l'aritmia si è cronicizzata e non è più rientrata. Praticamente passo le giornate (e le nottate) coi battiti spesso sopra gli ottanta, persino mentre dormo. In condizioni normali non arrivavo a cinquanta e di notte scendevo spesso sotto i quaranta.
Ho provato ad andare a camminare un'oretta per un paio di giorni, dislivello zero, tranquillo in giro per il parco: battiti fino a centosettanta e affanno. Non li avevo nemmeno quando correvo la maratona. Sono sempre spossato, stanco, col fiato corto. Se salgo un piano di scale mi ci vogliono cinque minuti per riprendermi.
Questa settimana ho fatto uno Holter. Appena ho indossato l'apparecchio ha iniziato a bippare: la dottoressa mi guarda e mi fa, lo sa che ha fibrillazioni in corso? Le rispondo, lo so, sì, da settimane ormai: sono qui per questo. L'ultima volta che avevo fatto lo Holter, un paio d'anni fa, ci ero andato addirittura a correre per un'ora nel tentativo di far entrare le fibrillazioni e registrarle: niente, era andato tutto liscio come l'olio, battiti mai sopra i 135, anche correndo, di notte erano addirittura scesi a 39. Brachicardico, il solito responso. Un problema riuscire a capire le condizioni in cui le aritmie si manifestavano, perché capitavano sempre all'improvviso, magari sul divano, o mentre dormivo, apparentemente senza alcuna ragione.
Adesso stan lì, costanti, nonostante nel frattempo, da ormai un paio di settimane, abbia addirittura raddoppiato le dosi di betabloccanti.
Questa situazione va risolta. Aspetto il referto dello Holter, ritorno dal cardiologo e vediamo come intervenire.

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