Ho un "NET". Si scrive così, tutto in maiuscolo. Alla fine ieri me lo hanno confermato. È piccolo, quasi invisibile, comunque pur sempre un tumore, neuroendocrino, maligno, raro (che culo, accidenti). È nel pancreas. Mi dicono stai tranquillo. Va bene, provo a stare tranquillo. Comunque vado in giro con un tumore nel pancreas di un centimetro virgola due. Piccolo, mi dicono: indice di marcatura 2%. Classificazione G1, se ho capito bene. Lipperlì non è che capisci proprio tutto tutto. Perlopiù sei un po' in trance.

Ci sono voluti più di sei mesi per arrivare a dargli un nome. Lo han trovato per caso, come spesso accade, a quanto pare. Nessun sintomo, nulla di nulla. Ero partito da altrove, quasi un anno fa. Altri problemi che sembravano gravi, parecchio gravi, da altre parti. E invece no, non erano particolarmente gravi, quelli (per quanto, ma vabbè). Solo un grande spavento e sei mesi di cure leggere. Però, nel frattempo, medici, analisi e analisi, indagini a fondo, pareri a confronto, paura, stress alle stelle.

Un pomeriggio di settembre la mia dottoressa guarda le ennesime analisi del sangue e dice uhm, transaminasi un po' alte, ha mai fatto un'ecografia all'addome? No, non ho mai fatto un'ecografia all'addome. Facciamola, dice, così, "per sicurezza". Mi diranno poi, altri medici nei mesi seguenti, che è stata brava, ché quei valori di transaminasi potevano tranquillamente essere trascurati. Peraltro non c'entravano nulla, infatti, le transaminasi. Sono rientrate nella norma poche settimane dopo. Però intanto sono andato a fare l'ecografia all'addome, così, "per sicurezza".

Dice, il medico che fa l'ecografia, rivolgendosi al suo collega: lo vedi? È lì, guarda come si vede bene. Io sono sul lettino e non sono per nulla a mio agio coi camici bianchi, non mi piace affatto questa storia del controllo così, "per sicurezza", e poi sono mesi che bazzico per ospedali e mi sto già occupando di quell'altra cosa che poi non sarà così grave, ma in quel momento ancora non lo so che non è grave, in quel momento, per quel che ne so, è ancora potenzialmente molto grave e questo controllo a margine, così per sicurezza, anche all'addome, perché ho i valori delle transaminasi sballati di un epsilon, questo inutile e pignolo controllo in più per sicurezza, non mi piace un cazzo. Non sono tranquillo, per nulla. E lui, il dottore, questo nuovo dottore che non mi piace per nulla, nemmeno lui, dice al collega: lo vedi?

Non dovrebbe dire lo vedi. Se non ci fosse nulla da vedere non direbbe lo vedi, indicando il monitor in quel modo. Mi sento mancare le gambe, pur da sdraiato. Rimango in apnea. No, non dovrebbe affatto dire lo vedi. Questo non era affatto previsto, d'altra parte è un controllo solo così, per sicurezza. E però ci sono arrivato nervosissimo, ho già tutt'altro di cui preoccuparmi negli ultimi tempi e mi mancava proprio questo inutile controllo. Persino il dottore che non mi piace, quello che adesso dice lo vedi, prima dell'eco mi ha detto che con quei valori di transaminasi un'ecografia di controllo è quasi inutile, ma ormai siam qui.

Ora guarda me e dice, ha mai fatto prima un'ecografia all'addome? No, non ho mai fatto prima un'ecografia all'addome. È sicuro? Sono sicuro. Ho fatto ecografie un po' ovunque, recentemente peraltro anche spesso, un po' per la vecchia faccenda del cuore che ultimamente mi sta dando parecchie rogne, ché pure lui ha scelto il momento giusto, e un po' per la nuova questione che alla fine non sarà così grave, ma che per il momento non so ancora che non è così grave. Ma ecografie all'addome no, questa è la prima. Mi mancava giusto questa, guardi. 

Dice che secondo lui sono angiomi. Non uno, non due, ma almeno tre, di cui uno molto grosso, al fegato. Vede? No, non vedo e non capisco nulla, ma adesso sono spaventato. Dunque? Non mi è nemmeno chiarissimo cosa sia un angioma, sto a zero con la medicina, faccio quel che mi dicono di fare i medici, quando mi dicono di farlo, e perlopiù me ne tengo alla larga il più possibile finché proprio non ci vengo spedito a calci in culo per qualche ragione che esula dal mio controllo. Nemmeno ho ancora ben capito come ci sono finito su questo lettino. Dunque?

Dunque nulla. Magari sono lì da quando sono nato, per questo voleva sapere se avevo già fatto altre ecografie in precedenza. È roba benigna, secondo lui. Non si interviene, a meno che non crescano e si diffondano, ma non crescono e non si diffondono quasi mai, e poi non si interviene quasi mai sul fegato, è troppo complicato e invasivo. Dice "interviene" come io dico "metto su l'acqua per la pasta". Parla di ipotetici interventi invasivi e complicati al fegato come io del cambio gomme invernali. Lui è chirurgo del fegato e ne sa, dice. Vedi, dice al collega, questo è proprio grosso e poi ce ne sono altri due più piccoli. Sì, secondo lui sono angiomi. Non ci sono più le mezze stagioni e certo che 'sta pandemia ha rotto il cazzo. Comunque.

Comunque è bene fare un controllo approfondito, così per sicurezza. E dagli. Dice che devo fare una risonanza con e senza contrasto. E mi lascia un biglietto da visita dove aggiunge a penna il suo numero di cellulare, perché lui è chirurgo e ne sa, e mi dice faccia il controllo e mi faccia sapere così stiamo tutti tranquilli. "Tutti". Vedrà che non è nulla, questa roba non è mai nulla, magari lo teniamo solo sotto controllo ogni sei mesi, per sicurezza. Comunque.

Certo, la risonanza. La cosa che mi spaventa di più, al momento. La mia claustrofobia è già schizzata alle stelle solo a sentirla nominare. Ne ho fatta già una, un paio d'anni fa, per il cuore, e non era stato un cazzo facile. Le chiedo se può accompagnarmi, so che al policlinico, se lo chiedo, la fanno entrare in sala e può stare lì a fianco e perfino tenermi la mano se avessi una crisi di panico. Ché ultimamente ho già i nervi a fiori di pelle, si stanno accumulando troppe cose, qualche settimana fa è arrivato anche il licenziamento, con un tempismo davvero cinico va detto. Del resto immaginavo che alla fine a rimetterci le penne in quella storia sarei stato io, ero nella posizione perfetta ed ero l'unico sacrificabile, me lo aspettavo da mesi, e comunque. È un periodo così, se non sto attento do di matto, sono a un passo dall'esaurimento. Ci mancava giusto questa. La risonanza. Va bene. Ci entrerò imbottito di ansiolitici e via. Almeno mi tolgo dalle scatole una volta per tutte anche questa faccenda. Anche la mia dottoressa d'altra parte, davanti ai risultati della eco, dice che probabilmente sono solo angiomi e fine. Facciamo questo ulteriore controllo, per sicurezza, e non se ne parli più.

Le risonanze in realtà sono tre. Senza contrasto, con contrasto, a stomaco pieno con contrasto. Entro nel tubo tre volte nell'arco di sei ore, in totale ci sto dentro almeno un'ora e spicci. Sono angiomi, confermano. Amen, magari li ricontrolliamo fra un anno con un'altra eco, senza stare a rientrare nel tubo. Però han visto altro. Non al fegato. Nel pancreas. Lo hanno scritto in fondo nel referto. Quasi una nota a margine dopo avermi spiegato per una pagina intera che quelli nel fegato sono angiomi, senza che peraltro io ancora abbia capito se devo preoccuparmene o davvero no di questi angiomi. Quelle cose nel pancreas invece non hanno capito. Non sanno cosa sono, sono troppo confuse. Nessuna delle tre risonanze lo ha messo bene in chiaro. Sono macchie, piccole, ma ci sono. E stanno proprio lì nel pancreas. Non ero andato lì per il pancreas, ero andato lì per il fegato, dopo essere stato altrove non per il fegato ma per altro, e invece poi è diventato fegato e adesso pancreas. Probabilmente non è nulla, probabilmente sono solo piccole cisti, quasi di sicuro anzi, ma sarebbe meglio controllare, per sicurezza.

Sarebbe meglio fare una endoscopia pancreatica, eventualmente con biopsia, dice il referto. Che già è difficile da pronunciare, non so di che si tratti ma non mi piace un cazzo anche solo a leggerla, soprattutto "biopsia". Però "sarebbe meglio", "per sicurezza", non vogliono dire "per forza". Anche la mia dottoressa, quella che mi ha spedito a fare la prima eco, davanti al nuovo referto dice mah, a me sembra un po' esagerato fare una endoscopia pancreatica per queste macchie insignificanti. È un esame molto invasivo, molto specialistico, non è facile, non lo fa quasi nessuno. Mah. Son quasi certamente piccole cisti. Comunque senta un gastroenterologo, per sicurezza.

Sono da un nuovo dottore. Un gastroenterologo. Almeno mi piace, questo. Mi parla tranquillamente, mi spiega le cose. Non come gli altri specialisti che mi stanno seguendo da mesi per quell'altra cosa che alla fine non sarà così grave, ma che intanto ancora non sono affatto sicuro che non sia così grave, e che per vie traverse mi ha portato fin qui a parlare di tutt'altro con questo nuovo dottore. Che dice no, degli angiomi inutile preoccuparsi. Di quelle macchie, uhm. Non sono nulla, quasi certamente sono solo piccole cisti. Comunque ormai siamo arrivati fino qui, andiamo fino in fondo. Faccia l'endoscopia pancreatica. La fanno in pochi posti, vada lì dove c'è l'equipe del Professore, che è il più grande luminare. Ci vorrà un po' di tempo. Ah, stia tranquillo: gliela faranno in sedazione totale. È un esame lungo e molto invasivo. Comunque non si allarmi e se la prenda pure con comodo. Ormai è dicembre, si faccia le feste tranquillo, non è urgente. A gennaio però meglio farlo, per sicurezza.

Così scollino nell'anno nuovo. Nel frattempo mi sparo anche il Covid nonostante due vaccinazioni. Me lo prendo proprio alla vigilia della terza dose, che dunque salto forzatamente, e salto anche i primi giorni in montagna che ero riuscito a concedermi dopo due anni. Sono sempre disoccupato, torno anche dal cardiologo perché il cuore non solo ha ripreso a dar problemi, ma ormai fa un po' il cazzo che gli pare e non è strano, il 2021 ha picchiato duro, le fibrillazioni ormai sono cronicizzate, lo stress e l'ansia hanno ampie praterie per pascolare. Dice il cardiologo "dovrebbe iniziare a pensare davvero all'intervento di ablazione così ha buone probabilità di risolvere la faccenda una volta per tutte", e già, ci manca pure l'ablazione, come non ne avessi abbastanza. Peraltro tocca tornarci due volte dal cardiologo, perché l'endoscopia pancreatica richiede una serie di visite preliminari, fra cui - appunto - una visita cardiologica specifica e la radiografia al torace. E quindi ancora ospedali e ambulatori. E passano le settimane. E per passare il tempo fotografo il cielo, che è un po' tutto quel che al momento mi è rimasto per allontanarmi da tutto il resto.

Mi dice la dottoressa, mentre sono sulla barella e mi stanno portando in sala anestesia, è pronto? Le dico, ridendo, no, non sono affatto pronto. Rido perché ho paura. Che poi non è che mi faccia paura la cosa in sé, ché tanto dormirò, mi fa paura il prima, ché sto sulla barella da tre ore, ho i tubicini attaccati in giro che odio, perché mi danno un senso di claustrofobia assurda, e mi fa paura il dopo, perché non so se avrò dolore quando mi sveglierò, o chissà cosa. Al risultato, poi, per ora nemmeno penso. Intanto son qui su 'sta barella, sto andando in sala operatoria a farmi addormentare e sono stato tre ore in un'altra sala in mezzo a gente imbarellata come me che si lamentava di tutto e di più, il che non ha certo contribuito alla mia serenità. Ostento tranquillità, come faccio sempre quando sono nervoso, faccio qualche battuta, cerco di mostrarmi lucido e razionale, inquadrato e padrone della situazione, ma non so un cazzo e sono un fifone. Sono in sala. Ho quattro dottori attorno, mi spiegano tutti i particolari e forse ne farei anche a meno. Chiedo solo se al risveglio avrò qualche dolore o effetti collaterali, dicono che non dovrei. Chiedo se per caso possono aspettare a mettermi quella cosa in bocca, che ho l'ansia a mille e mi dà la claustrofobia, mi dice la dottoressa che non possono perché poi dormirò, dico va bene ma non è vero che va bene, ho pau...

Sono sveglio. Sono a casa, ho dormito pesante, è il giorno dell'esame accidenti. No, aspetta, non sono a casa. Sono su una barella, in questa sala insieme agli altri imbarellati, adesso ricordo, devo fare l'esame accidenti, devo essermi appisolato un momento per lo stress. No, aspetta, non ero in questa posizione, sono in una posizione diversa. Adesso ricordo. Devo aver fatto l'esame. Guardo l'orologio sulla parete. Sì, è passata circa un'ora. Ho fatto l'esame dunque. Sono sveglio. Sto bene. Non sento nulla. Sto bene. È finita. Finalmente ho fatto anche questo ultimo controllo, per sicurezza, così è finita con questa storia. Perché è finita, vero?

Passano un po' di ore. In questi casi si aspetta a lungo. Prima in barella, poi in poltrona. Viene sera. Non mangio e non bevo da ormai venti ore, ma non ho né fame né sete. Voglio andare a casa. Nessuno sa che sono qui. Non lo sa mia madre, non lo sanno i figli, non lo sanno gli amici. Non ho detto niente a nessuno di questa storia, di tutti questi mesi in giro per ambulatori e ospedali e dottori. Non voglio far preoccupare nessuno e poi sono solo controlli, per sicurezza, inutile far preoccupare le persone a cui vuoi bene. E poi non voglio dover gestire anche le ansie altrui, ho già le mie. In sala d'attesa c'è mio fratello, è l'unico che sa. D'altra parte dovevo venire accompagnato. Ogni tanto arriva una dottoressa e chiama un nome, siamo almeno sei o sette ad aspettare. La dottoressa chiama un nome, consegna un referto, stacca i tubicini, mette un paio di cerotti, saluta e congeda. A un certo punto il nome è il mio. Ma non ha il referto. Stacca i tubi, mette un paio di cerotti, mi chiede se sono accompagnato, chiama anche mio fratello, dice seguitemi.

Entriamo in una saletta. Mi dice abbiamo trovato qualcosa. Mi dice abbiamo fatto una biopsia con un prelievo e mandiamo tutto in laboratorio.

Era tre settimane fa. L'esito del citologico me lo hanno dato ieri, ma è stato solo una formalità.

Tre settimane fa la dottoressa ha detto che non devo preoccuparmi e invece ho fatto tre settimane di merda, per quanto abbia fatto finta di nulla. Però sono state tre settimane utili, a modo loro, a me. Sono servite a chiarirmi alcune cose, cose mie. Sono anche state tre settimane coi battiti mai sotto gli ottanta, io che a riposo li ho a quaranta, di norma. Ieri la dottoressa ha ripetuto che non devo preoccuparmi, ha confermato che sì, è vero, è un tumore maligno come avevano diagnosticato, ma ha anche detto che adesso sono certi che non sono in pericolo, che è piccolo, è piuttosto raro, per ora è sotto la soglia di intervento, che posso stare abbastanza tranquillo, che da adesso in avanti lo teniamo in osservazione. Dice che devo fare altri controlli, per sicurezza.

In effetti, adesso, sono un po' più tranquillo. Perlomeno da ieri sera i battiti sono tornati a quaranta, anche se a questo punto forse è il caso che davvero pensi a risolvere 'sta faccenda dell'ablazione. Vedremo. Intanto dormo. E penso a cercarmi un lavoro. Venerdì devo tornare dal gastroenterologo con i referti. Mi hanno suggerito di fare al più presto una PET, una tomografia ad emissione di positroni. Il nome è complicato, ma dopo le risonanze e l'endoscopia pancreatica con biopsia questa è una passeggiata di salute. Dicono che devo farla per controllo, per sicurezza. Perché a questo punto devono essere sicuri di come, se e quando, nel caso, procedere.

Non ho ancora detto nulla a nessuno. Lo scrivo qui perché ho bisogno di fare ordine, perché mi sembra un buon modo di mettere a fuoco le cose e perché so che fin qui non arriverà a leggere mai nessuna persona a me vicina. Fra qualche settimana ne parlerò in famiglia, magari dopo aver fatto i prossimi passaggi con i medici e la PET. Giusto per essere davvero con le idee (un po' più) chiare. E anche perché non ne posso più di tenermi sempre tutto dentro, da solo, per mesi e mesi. 

Ieri sera mi sono addormentato sul divano e ho dimenticato di fotografare la luna. Per la prossima luna crescente al venti per cento tocca aspettare a inizio luglio. Uff.


Commenti

  1. Ci sono arrivata, a leggere fino in fondo. D'altra parte non è mai stato chiaro se potessimo definirci 'persone vicine' o cosa. In un brutto momento mio qualcuno che allora si stava giusto avvicinando a me mi scrisse "il coraggio è un'antica danza, e tu hai piedi buoni per danzare". Ho letto anche gli altri post e ciò che scrivi lo conferma. Buon ballo, di cuore!
    Ps ti ho sognato, non ricordo se non che qualcosa non andava, trovato questo accenno di blog. Ciao. S.

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