Quattrocento euro. È il costo della prossima visita col luminare campione del mondo, che non è convenzionato con nulla, come tiene a precisare la sua segretaria, che però al telefono è molto simpatica e ammiccante, così dopo avermi fissato l'appuntamento, quando deve dirmi il costo della visita, ormai sono intrappolato.
La visita è nella stessa clinica dove operarono papà d'urgenza otto anni fa per il tumore al cervello. Mi chiede la segretaria se conosco il posto. Sì, conosco il posto. Io però ci vado per il cuore. Ché dopo l'ultimo Holter, il mio cardiologo, come immaginavo, mi ha detto che è ora di intervenire radicalmente e tornare a condurre una vita normale.
E dunque il dado è tratto, andiamo a fondo col cuore (a meno che il luminare da quattrocento euro non decida diversamente per qualche ragione). Dovrei nel caso cavarmela con un paio di giorni di ospedale. Sono abbastanza agitato, ma i giorni trascorsi in Slovenia sono stati disastrosi e mi sono un po' spaventato, non posso più rimandare, ormai viaggio a potenza ridotta da un pezzo e col caldo la situazione è peggiorata ancor più.
Della PET invece non si sa nulla. Se nelle prossime settimane non si fanno vivi dall'ospedale provo a giocarmela per altre vie utilizzando l'assicurazione, ché comunque, anche lì, non riesco a far finta di nulla e continuare ad aspettare, per quanto mi abbiano detto di rimanere tranquillo. Alla fine son pur sempre in giro col mio tumorino al pancreas a farmi compagnia, anche se cerco di ignorarlo...
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