Non dovrei essere sorpreso, e non lo sono in effetti, perché è in fondo la conferma degli eventi accaduti, dopo. Ma un conto è immaginarlo, saperlo in cuor proprio, un conto è leggerlo, averlo sotto agli occhi, e un altro conto essere l'ultimo a saperlo, vivere una dimensione spazio-temporale ancora contigua e rendersi conto che ero l'unico a non saperlo, perlomeno non in modo così esplicito. 

Del resto se vale per me, perché non dovrebbe - a maggior ragione - valere per te?
Così va la vita. La mia e la tua, distanti, ignote l'una all'altra, per sempre. 
Così il cerchio si chiude davvero. Fine, ora sì. Per me, ché per te lo era da un pezzo, anche ben prima di allora.
Non rimane nemmeno nulla fra le pagine chiare e le scure.

Mi chiedo solo se era già così già, se lo era quel giorno, se lo era ancor prima. Ho pensato che quello sì, farebbe molto male, a distanza di anni. Sebbene sarebbe assurdo lo facesse, perché non basterebbe certo a compensare quello che ho fatto io.

Strana la vita. Proprio ieri ho fatto un passo indietro definitivo, per quel che può essere definitiva qualunque decisione io prenda nella mia vita. Un passo verso un consolidamento. Tu lo avevi già fatto da tempo, evidentemente. 

Chissà se hai conservato qualcosa. 
La statuina di vetro di Murano. Non credo proprio.
Il quadro. Chissà il quadro.
Il mini me.
Impossibile. Lo so, lo capisco.
Mi chiedo solo dove saranno finite tutte quelle cose. In una discarica, abbandonate forse in uno scatolone - lo erano già, tutto sommato.

Vorrei dirti portami con te, in qualche angolo, qualche volta, ma sarebbe ingiusto ed è meglio per te aver lasciato tutto alle spalle. Io forse non lo farò mai davvero. 

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