E dunque che faremo, ora, di noi? A parte il solito nulla, intendo. Andremo avanti così all'infinito, per anni, finché uno dei due non scomparirà portato chissà dove dalla vita? E per quale motivo? Per arrenderci alla nostra debolezza, al non essere capaci di accettare la verità delle cose? Al non voler mai e poi mai guardare in faccia alla realtà dei fatti?
Sapevo che te lo avrei mandato. L'ho sempre saputo, fin dalla prima pagina.
Dio, quanto ci assomigliamo davvero, alla fine. È sempre stato la causa del moto propulsivo del sisma che ha raso al suolo le nostre esistenze, le nostre forze distruttive combinate insieme, la tempesta perfetta. Se non altro tu ti sei trovata un container, io sono rimasto con una tenda ancorata al cumulo di macerie. Nessuno dei due ha mai avuto il coraggio di trasferirsi altrove, perennemente aggrovigliati nella nostra simbiosi tossica.
Non sono nemmeno riuscito a buttar via tutto come avevo creduto. Evidentemente deve essere impossibile. Nonostante quello che mi è costato prendere una volta per tutta quella busta e stracciarla in mille pezzi.
Mi dici che non credevi lo avrei mai fatto. E invece.
E dunque che faremo, ora, di noi?
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