Ieri sera ho speso 67 euro per due pizze margherita (vabbè, no, una aveva una mozzarella di bufala) e una bottiglia di Prosecco caldo, nel bel mezzo peraltro di una situazione in cui sono pressoché quasi al verde, per un incontro che non mi aspettavo, con qualcuno che non vedevo da più di un anno e che comunque mi faceva davvero piacere rivedere, e che però non ho capito perché mi abbia cercato. Alla fine, c'è una sola spiegazione e più ci ripenso più direi che è chiara come il sole (ma lo sospettavo già tre anni fa). Solo, non riesco a spiegarmi come sia effettivamente possibile, ma che su queste cose io pecchi di ingenuità e sia recidivo diciamo che ormai ho una lunga carriera alle spalle a dimostrarlo.
Un anno fa oggi, invece, stavo piangendo.
Comunque no, incredibilmente nemmeno quello di tre mesi fa è stato l'atto finale di una storia rispetto alla quale quel pianto di un anno fa doveva già essermi servito da lezione. E nemmeno quello di due mesi fa. Magari lo è stato l'ennesima email arrivata due settimane fa da un nuovo indirizzo, per aggirare i miei blocchi, ma ormai chi può dirlo con certezza. Di certo c'è solo che dal 7 agosto ho sigillato qualsiasi canale di comunicazione residuo, non piango più da molti mesi e sono svanito.
Devo solo superare le prime due settimane di settembre. Che non saranno facili, comunque.
(A margine, avrei in verità da scrivere eccome su cose delle relazioni che sarebbe anche ora che basta e che mi hanno davvero stancato, ma non ne ho voglia, e poi anche amen. Faccio già fatica a fare pace con me stesso delle colpe che ho, mi manca di accollarmi anche quelle che non ho. Soprattutto se devo difendermi dalle costruzioni mentali e dai falsi ricordi altrui, cosa che sta diventando sempre più frequente, in alcuni casi anche di fronte a evidenze incontrovertibili).
(Che poi, al netto di rarissimi casi, io invece non ho mai fatto una colpa a nessuno di nulla. Nemmeno quando sono stato io a piangere per mesi per comportamenti che ho subito. Come mi disse qualcuno che ho amato davvero per un tratto della mia vita, sono convinto che ognuno di noi dia il meglio di quel che può dare. Sta a noi decidere se farcelo andare o meno.)
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