Fanno undici, oggi, e ormai sto iniziando a perdere il conto. È che il tempo passa, pa', e non so più nemmeno che scrivere. Non ho nulla da scrivere e a dire il vero non è che negli ultimi anni sapessi più bene cosa. Lo facevo più che altro per non far finta di essermi quasi dimenticato - la ricorrenza, intendo, ché alla fine forse ci faccio caso ormai solo perché ce l'ho segnata sul calendario, o forse no, chissà.

Comunque alla fine è un'occasione anche per ripassare da qui, ché non scrivo da tanto, del resto, per vari motivi. Quest'anno sono venuto a trovarti davvero poco, quasi per nulla in confronto agli anni scorsi, e sto iniziando anche a non sentirmi nemmeno in colpa se non lo faccio. Cioè, non è che passi lì da te malvolentieri, ma insomma, (non) ho altro da fare e ho cominciato a pensare che forse dietro quella lastra di marmo non ci sei davvero, e star lì davanti a scambiare due parole in silenzio con te è solo un esercizio di retorica e scaramanzia, non so come dire. Tanto, alla fine, se ci sei non è che devo venire apposta lì per parlarti, e se non ci sei che ci vengo a fare?

È successo tutto e non è successo nulla, quest'anno. Vivo ormai completamente solo da mesi - e se ci sei lo sai benissimo, e peraltro se ci sei non è nemmeno che tu sia molto d'aiuto, detto senza polemica eh, ma sai com'è, quando uno è solo si attaccherebbe un po' a tutto, persino ai fantasmi forse, ai quali comunque io preferisco non credere, ché mi fanno paura.

Vivo completamente da solo, dicevo, sono piuttosto sul lastrico, non ho più risorse, non ho più progetti, ho qualche debito di troppo che mi sarei evitato volentieri e certo con te non sarebbe successo, questa è una delle poche certezze che ho. Di quel che ero fino a qualche anno fa, qualunque cosa o chiunque fossi, non è rimasto nulla. Tutto spazzato via, una vita intera praticamente. Non so più chi sono e non sapendolo non so nemmeno cosa poter più condividere con altrə, non ho più nulla da condividere, e questa è infine la ragione principale per cui ho smesso di vedere praticamente tuttə e anche, soprattutto, di cercare qualcuno per me. Ho smesso anche perché in verità non mi sono più risollevato dal disastro con G. 

Sono passati ormai più di cinque mesi dall'ultima volta che ci siamo visti, dopo che peraltro non la vedevo da altri sei e che in quei mesi aveva in tutti i modi cercato di incontrarmi. Alla fine questo giugno avevo nuovamente ceduto. Eravamo andati insieme in montagna una domenica, come un anno fa, ma le cose non stavano affatto come un anno fa e come immaginavo era stata una pessima idea, che altro non aveva fatto che non fosse riaprire ferite profondissime.

A quel punto mi sono deciso a chiudere definitivamente ogni canale e non le ho mai più risposto. È andata avanti a provarci fino ai primi di agosto e poi si è definitivamente eclissata. Avesse provato una volta sola di più probabilmente avrei ceduto e mi sarei schiantato di nuovo, invece si è arresa. E mi manca da morire, ovviamente. Ma non c'era nessuna soluzione. Allontanarla a forza è stata una delle decisioni più difficili e dolorose della mia vita.

Vabbè, non ho voglia di parlarne e del resto siam sempre lì, se ci sei lo sai e se non ci sei che cazzo sto qui a raccontarti. Comunque così sto, di merda, sempre in fondo al mio tunnel. L'unica variante rispetto a sei mesi fa è che lavoro. Come prevedibile, a settembre ho perso quello iniziato ad aprile e l'ho perso pure malissimo, non hanno nemmeno finito di pagarmi e mi devono ancora un sacco di soldi, ma per fortuna ne ho iniziato subito un altro. Orrendo, tanto per cambiare, sottopagato vergognosamente, come ormai di regola, ma quanto meno è un lavoro e mi tocca svegliarmi tutte le mattine e star davanti al computer a rompermi il cazzo. Non che quando non lavoro non stia tutto il giorno davanti al computer, ma almeno butto il tempo in cose che mi interessano, non fosse che in questo caso mi pagano (forse) per starci e nell'altro caso no. Sì, vabbè, insomma. 

La sintesi è che ho di nuovo i conati di vomito dallo stress, gli attacchi di ansia, una stanchezza infinita perché lavoro praticamente solo con l'estero e non ho più le energie per fare tutti i giorni il doppio della fatica che lavorare con l'estero richiede. Me ne sto comunque tombato in casa perché il lavoro è tutto in remoto - e peraltro l'unica volta che mi hanno invitato per una giornata a Parigi ho declinato con una scusa: mi ci vedi, a me, che non mi fiondo diretto in aeroporto dopo sei anni che non salgo su un aereo? Io non lo so davvero cosa è successo della mia vita e di me, dove sono andato perduto, ma le cose stanno così. Non ho più voglia di nulla. Di nulla proprio. Né progetti, né desideri. Nulla.

Mi sono rotto il cazzo anche di scrivere e alla fine l'ho fatto solo per senso del dovere. Che cretinata scrivere due stronzate su un blog anonimo solo per "senso del dovere", per una ricorrenza che ricordiamo in tre familiari. Non ci sei, fine. Chissà come sarebbe se ci fossi. Non credo avresti idee brillanti per salvarmi, devo dirtelo. Non le hai mai avute. Hai solo fatto del tuo meglio, come cerchiamo di fare tutti. E questo è quanto.


Nota a pié pagina: mi sono appena accorto che il 24 novembre dello scorso anno, per la prima volta, non avevo scritto nulla. Il 24 novembre dello scorso anno era solo pochi giorni prima che lei sfondasse di nuovo la porta e venisse qui per l'ultima volta. Fu la serata del risotto. L'ultima in cui mi convinse a crederle.

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