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Ho dunque messo una firma in calce a un documento che, per quel che mi riguarda e per chi mi conosce bene, significa una nuova svolta piuttosto radicale nella mia vita, a distanza di diciassette anni da quella precedente che mi aveva portato in direzione esattamente contraria. Era la cosa giusta da fare, l'ho fatta. Non so dire in questo momento se sia un passo in avanti - anzi, certamente non lo è - o indietro, che per molti versi invece è, per non dire che in qualche modo è un riavvolgimento completo del nastro, un vero e proprio ritorno alle origini. O ancora, se tutto sommato semplicemente non mi sia mosso di un metro da dove ho finto di non trovarmi in molti di questi ultimi diciassette anni. Di sicuro c'è che non riesco a non vederlo come una sconfitta, o comunque l'ennesimo tradimento di quel che sono e ho sempre cercato, e voluto, essere. Guardo il nastro riavvolgersi a ritroso fino al punto di partenza e non riesco a togliermelo dalla testa, con buona pace di tutti...
Sono passati ormai diciotto giorni da quando ho fatto l'intervento al cuore e la ripresa sembra molto buona. Questo pomeriggio, probabilmente, andrò per la prima volta dopo molti mesi a muovere un po' le gambe con qualcosa in più di una semplice camminata, magari provando ad alternare serie di brevi corsette da un minuto, per vedere un po' come va. Da qualche parte devo ripartire, riparto da qui. Da giorni ormai il battito cardiaco è pressoché regolare e in discesa costante, con una media a riposo che finalmente è di nuovo prossima ai miei valori di un anno fa, attorno ai 50 bpm, con punte a scendere fino a 42. Non ricordavo nemmeno più quale fosse la sensazione di muoversi, fare le scale, camminare e anche solo respirare senza più affanno. È una vera e propria rinascita. Non è stata una passeggiata come, per mesi, medici e conoscenti che già avevano fatto questo intervento mi avevano preannunciato, affatto. A parte la paura e i quarantacinque minuti di preparazione da sveg...
Dunque, riepilogando: il 28 luglio ho la PET, dal cui esito dipenderà il mio futuro prossimo e le decisioni dei medici rispetto al tumore al pancreas. Il 3 agosto ho l'intervento al cuore. Per l'intervento, oltre a depilarmi pressoché integralmente, dovrò tagliarmi la barba. Per quanto possa sembrare assurdo, ci sono rimasto malissimo. È come se, oltre a tutto il resto, si portassero via un altro pezzo di me, di quel che sono. Io sono come mi vedo allo specchio e la mia immagine allo specchio, quello che sono io, ha la barba. Mi è quasi venuto da piangere. Nel frattempo, stasera mi sparo la quindicesima iniezione. Ho la pancia ricoperta di lividi. Respiro, un po' a fatica per via del cuore, con calma. Un passo alla volta. La mia barba ricrescerà. Anche lei.
E dunque oggi visita al Monzino, e dunque stasera prima iniezione in pancia di anticoagulante. Adesso ogni dodici ore. Domani mattina dovrebbero mandarmi la terapia preparatoria all'operazione. Sono in ballo. Resta solo da definire la data esatta del ballo, ma son tutti d'accordo che è bene sia presto, molto presto. Sarà presto.
Il luminare da quattrocentodue euro - due euro di bollo - mi ha visitato dieci minuti con uno stetoscopio, dopo avermi fatto fare gli esami preliminari dai suoi insopportabili, giovani e supponenti assistenti. Ha detto solo che sono messo male, ha confermato che devono aprirmi e che prima lo fanno meglio è, e mi ha spedito dalla sua segretaria in microgonna inguinale e mutande in vista (sic) per farmi fare il preventivo. La tizia, gelida come una calcolatrice tascabile, si è premurata di ricordarmi che tutta l'equipe non è convenzionata con nulla e che mi faranno avere il preventivo entro lunedì, dopodiché possono intervenire anche nel giro di una settimana, appena pago. Così. Il luminare da quattrocentodue euro dice che ho il cuore ormai troppo affaticato, che un ventricolo va al 45 per cento e l'altro è grande il triplo di quel che dovrebbe essere, e che devo passare immediatamente alla terapia con gli anticoagulanti, che è esattamente quel che avevo scampato fino a oggi e ch...
Quattrocento euro. È il costo della prossima visita col luminare campione del mondo, che non è convenzionato con nulla, come tiene a precisare la sua segretaria, che però al telefono è molto simpatica e ammiccante, così dopo avermi fissato l'appuntamento, quando deve dirmi il costo della visita, ormai sono intrappolato.  La visita è nella stessa clinica dove operarono papà d'urgenza otto anni fa per il tumore al cervello. Mi chiede la segretaria se conosco il posto. Sì, conosco il posto. Io però ci vado per il cuore. Ché dopo l'ultimo Holter, il mio cardiologo, come immaginavo, mi ha detto che è ora di intervenire radicalmente e tornare a condurre una vita normale. E dunque il dado è tratto, andiamo a fondo col cuore (a meno che il luminare da quattrocento euro non decida diversamente per qualche ragione). Dovrei nel caso cavarmela con un paio di giorni di ospedale. Sono abbastanza agitato, ma i giorni trascorsi in Slovenia sono stati disastrosi e mi sono un po' spavent...
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Sale progressivamente da mesi, ma dal giorno in cui mi hanno trovato il NET, esattamente da quel giorno, è definitivamente partito. È quello scalino nel grafico a sinistra. Così, di colpo. A partire da novembre dello scorso anno gli episodi di fibrillazione avevano già iniziato a intensificarsi, due o tre giorni in media ogni due settimane, e a gennaio accadevano ormai con frequenza settimanale, ma dal 14 marzo l'aritmia si è cronicizzata e non è più rientrata. Praticamente passo le giornate (e le nottate) coi battiti spesso sopra gli ottanta, persino mentre dormo. In condizioni normali non arrivavo a cinquanta e di notte scendevo spesso sotto i quaranta. Ho provato ad andare a camminare un'oretta per un paio di giorni, dislivello zero, tranquillo in giro per il parco: battiti fino a centosettanta e affanno. Non li avevo nemmeno quando correvo la maratona.  Sono sempre spossato, stanco, col fiato corto. Se salgo un piano di scale mi ci...