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Scrivendo il libro, e mettendo insieme i pezzi, ho fatto caso a sequenze di eventi a cui fra il 2018 e il 2020 non avevo prestato attenzione. Me ne sono accorto in particolare proprio oggi, leggendo per caso altrove un commento che ti riguarda scritto da qualcuno che non c'entra, né lei che scrive, né il commento, nulla. Ho immediatamente fatto due più due, perché quel commento, involontariamente e indirettamente, riguarda anche me. Dunque era già nel 2019. Dunque subito nelle settimane seguenti. Dunque era già accaduto e il terreno era preparato da ben prima. L'ho sempre immaginato, fingevo solo di non vederlo. Certo, averne oggi continue conferme un po' male fa ancora, ma tant'è. A parti inverse sarebbe forse accaduto lo stesso e poi, ma che voglio e cosa mi sarei dovuto aspettare, io? Mi capita spesso di leggerti o leggere di te, ultimamente. Solo piccole note qua e là, per caso, fuori contesto, che però un contesto lo dipingono perfettamente. Un po' me le vado a...
E dunque che faremo, ora, di noi? A parte il solito nulla, intendo. Andremo avanti così all'infinito, per anni, finché uno dei due non scomparirà portato chissà dove dalla vita?  E per quale motivo? Per arrenderci alla nostra debolezza, al non essere capaci di accettare la verità delle cose? Al non voler mai e poi mai guardare in faccia alla realtà dei fatti? Sapevo che te lo avrei mandato. L'ho sempre saputo, fin dalla prima pagina. Dio, quanto ci assomigliamo davvero, alla fine. È sempre stato la causa del moto propulsivo del sisma che ha raso al suolo le nostre esistenze, le nostre forze distruttive combinate insieme, la tempesta perfetta. Se non altro tu ti sei trovata un container, io sono rimasto con una tenda ancorata al cumulo di macerie.  Nessuno dei due ha mai avuto il coraggio di trasferirsi altrove, perennemente aggrovigliati nella nostra simbiosi tossica. Non sono nemmeno riuscito a buttar via tutto come avevo creduto. Evidentemente deve essere impossibi...
E dunque, alla fine ho scritto davvero un libro. Un libro vero e proprio, con una prefazione, i capitoli, un indice, una dedica. Un libro che non uscirà mai dalla cartella del mio Mac, salvo forse mandarlo a un'unica persona, sebbene ancora non ne sia certo (ma tanto so che alla fine lo farò). Perlomeno ora posso dire di aver scritto due libri nella mia vita. Era forse iniziato come una lunga lettera, ma avevo giurato a me stesso che non avrei più scritto lettere e del resto non era il tipo di lettera che potessi inviare a chiunque, a prescindere. Anche se qualcuno che ha letto la prima bozza, sì, c'è stato, per quanto fosse ancora molto incompleta.  In ogni caso, persone che sono transitate nella mia vita giusto poco più del tempo di una lettura.  Per scriverlo ho impiegato tre mesi di notti strappate al sonno fra una galassia e una nebulosa, e di giorni strappati al lavoro, durante dozzine di riunioni infinite e noiosissime, dalle quali mi sono astratto lasciandomi anco...
"In corrispondenza del profilo antero-superiore del corpo del pancreas si conferma sostanzialmente stabile per dimensioni la nota formazione nodulare esofitica di circa 12 x 9 mm, a margini regolari e moderatamente ipervascolare nella fase contrastografica arteriosa, già caratterizzata con endoscopia e citologia come lesione neuroendocrina." Se ho capito giusto, non si è mosso da dove stava nove mesi fa, né è cresciuto. Aspetto la visita chirurgica e torno a respirare per altri sei mesi.
Mercoledì si avvicina e sì, ho paura. Fra una cosa e l'altra è un anno che non guardano dentro. Un anno è un tempo infinito, in questa situazione, per quanto sia in realtà volato. Mi aspettano giorni di grande stress. Mi fa paura la risonanza e mi fanno paura i possibili esiti della risonanza. Devo combattere con la claustrofobia e con l'ansia per l'attesa dei risultati. Cerco di non pensarci, ma più si avvicina il momento, più non riesco a concentrarmi su altro, più - semplicemente - non esiste altro. Nel frattempo ho fatto il nuovo giro dei controlli post intervento al cuore. Pare vada tutto bene, hanno anche iniziato a ridurmi i farmaci. Le mie sensazioni negative delle scorse settimane sembrano essere, appunto, solo sensazioni. Non riesco a convincermene del tutto, ma i referti sono lì, davanti a me e dicono che sto bene. Quindi sto bene, almeno da quelle parti. Adesso è di nuovo il momento di affrontare il mio sgradevole c...
 Eravamo il mare e la terra, io e lei.
Non dovrei essere sorpreso, e non lo sono in effetti, perché è in fondo la conferma degli eventi accaduti, dopo.  Ma un conto è immaginarlo, saperlo in cuor proprio, un conto è leggerlo, averlo sotto agli occhi, e un altro conto essere l'ultimo a saperlo, vivere una dimensione spazio-temporale ancora contigua e rendersi conto che ero l'unico a non saperlo, perlomeno non in modo così esplicito.  Del resto se vale per me, perché non dovrebbe - a maggior ragione - valere per te? Così va la vita. La mia e la tua, distanti, ignote l'una all'altra, per sempre.  Così il cerchio si chiude davvero. Fine, ora sì. Per me, ché per te lo era da un pezzo, anche ben prima di allora. Non rimane nemmeno nulla fra le pagine chiare e le scure. Mi chiedo solo se era già così già, se lo era quel giorno, se lo era ancor prima.  Ho pensato che quello sì, farebbe molto male, a distanza di anni. Sebbene sarebbe assurdo lo facesse, perché non basterebbe certo a compen...